Ora legale, i pro e i contro di un cambiamento…

Aprile 2025                                      SPIGOLATURE                             A cura di Livio Carati

 

 

Nella notte tra il 29 e il 30 marzo, in Italia è iniziato il consueto passaggio all’ora legale, con le lancette che sono  avanzate di un’ora. L’ora legale fu introdotta per la prima volta nel 1916, durante la Prima Guerra Mondiale , per essere poi abolita e riattivata più volte, fino a diventare definitiva nel 1966. Ogni anno si riapre il dibattito su questa pratica su cui la comunità scientifica ha diverse posizioni. Questo  piccolo cambiamento comporta una perdita di sessanta minuti di sonno, un effetto che divide sia la comunità scientifica che l’opinione pubblica. Molte persone, infatti, riscontrano un aumento dell’irritabilità nei giorni successivi al cambio.  Negli Stati Uniti un sondaggio ha rivelato che il 54% della popolazione sarebbe favorevole all’abolizione di questa pratica, proponendo di mantenere l’ora legale tutto l’anno per una questione di risparmio energetico. Tuttavia, questa ipotesi incontra resistenze nel mondo scientifico: secondo i ricercatori, avere mattine più buie e serate più luminose potrebbe alterare i ritmi del sonno.  Molte organizzazioni mediche sostengono quindi l’adozione dell’ora solare permanente.  Il dibattito tra gli esperti è acceso. In un recente articolo scientifico , si afferma che le problematiche legate al sistema attuale sono spesso esagerate e che prima di abbandonare il cambio d’ora bisognerebbe valutare attentamente le conseguenze. Al contrario, altri studiosi spiegano che il cambio d’ora rappresenta una soluzione pratica a un problema più ampio: la necessità di adattare i ritmi sociali ai cicli di luce naturale. Sostengono infatti che “Gli esseri umani nelle società preindustriali adattavano naturalmente le loro attività stagionalmente, alzandosi prima in estate e più tardi in inverno”.   Tuttavia, nel mondo moderno, gli orari di lavoro e scuola restano invariati tutto l’anno, creando discrepanze tra il ciclo solare e i ritmi circadiani, cioè i ritmi naturali che regolano tutte le funzioni umane .Un altro problema legato all’ora legale è l’eccessiva esposizione alla luce serale, che rende più difficile addormentarsi, collegando queste alterazioni del sonno a un incremento di infarti, ictus, incidenti automobilistici e infortuni sul lavoro. La Medicina del Sonno, branca della neurologia che studia questi fenomeni, sottolinea il ruolo fondamentale della luce naturale nel nostro benessere: “L’esposizione alla luce solare sopprime la melatonina nel cervello e ci fa sentire vigili. Ecco perché le persone che si svegliano al buio rimangono assonnate e perché troppa luce prima di andare a letto può rendere difficile addormentarsi”. L’esposizione mattutina alla luce naturale aiuta a regolare i ritmi circadiani, favorendo un sonno più regolare. Alcuni studiosi evidenziano anche le conseguenze economiche: la privazione del sonno comporta costi sanitari aggiuntivi e una riduzione della produttività. Tutto quanto detto evidenzia le difficoltà di trovare una soluzione universale, dato che ogni individuo ha un orologio biologico diverso.  Alla domanda su quale soluzione adottare, la comunità scientifica e medica nel suo complesso è più favorevole all’ora solare permanente o comunque a un sistema che non preveda cambi di orario. Invece di cambiare gli orologi, un approccio migliore potrebbe essere quello di consentire ai luoghi di lavoro e alle scuole una maggiore flessibilità nell’adattare gli orari in base alle condizioni di luce naturale. Mentre il dibattito prosegue, il passaggio all’ora legale resta comunque una consuetudine consolidata, ma non priva di controversie. Sarà il tempo a determinare se questa pratica resterà invariata o se il futuro riserverà un cambiamento definitivo.